
Scoprire la verità sulla morte di Paola Romano e portare avanti le sue iniziative generose: perciò è nato questo blog dopo la tragedia dell’aliscafo Giorgione della Siremar schiantatosi giovedì 9 agosto sulla scogliera di Trapani.
La donazione dei suoi organi e le adozioni a distanza di bambini indiani poveri – che vogliamo continuare – sono prove, dunque, della generosità di Paola. Ma non solo: sono anche un tentativo per dare un senso a una morte che non ne ha. Perché nel 2007, con i sistemi di sicurezza che esistono, non si può morire all’imbocco di un porto, alle 9 di sera, con il mare calmo come una tavola. Uno degli scopi del blog, quindi, è evitare che incidenti come questo si ripetano. Come?
Scoprendo innanzitutto la “verità”, più semplice da individuare di quanto non si creda, purchè vi siano almeno due presupposti.
Primo: la voglia di cercarla. E sia io che quanti si identificano come “amici di Paola” abbiamo certo più voglia di scoprirla, di coloro che dovrebbero garantire la sicurezza in mare o quella dei passeggeri, ma che, forse corresponsabili della morte di mia sorella, potrebbero essere chiamati in giudizio per concorso di colpa in omicidio colposo.
Secondo: perché ho fiducia nell’analisi scientifica e nella tecnologia. Che significa? Che oggi nessuno crede nella verità scientifica come “verità assoluta”, ma non crede neanche nella verità come un dato statistico, che è il tipo di “verità” del politico. Vale a dire che se un partito o una giunta di maggioranza afferma che le foglie di un albero sono blu e un gruppo minoritario afferma che sono verdi, la verità scientifica è dalla parte della minoranza e questa è sempre dimostrabile .
La scienza, dunque, oggi è perfettamente in grado di risolvere il problema della sicurezza in mare come quello degli incendi, dell’abusivismo edilizio, dei rifiuti in Campania, e così via. E incredibilmente in Italia esistono sia le tecnologie adatte che le leggi per utilizzarle. Ciò che manca è solo chi le voglia far rispettare. Arroccati in una concezione della verità ottusa, antiquata, contraria al progresso scientifico, incomprensibile per i Paesi avanzati, costoro si giustificano dietro “verità” come questa: “In fondo, su un “tot” traffico passeggeri, questo è l’unico morto”. La verità statistica. Ma se grazie alle conoscenze esistenti quel morto si poteva evitare, non è colpevole chi non l’ha fatto? Il blog è nato anche per trovare una risposta a questi interrogativi.
Ma non solo: è nato come veicolo attraverso il quale far circolare l’amore di Paola, e per Paola dei suoi amici. Tantissimi, più di quanti sapessi – vivendo noi sorelle in città diverse – e potessi immaginare. Solo dopo la sua morte, infatti, ho scoperto il patrimonio di affetti che la circondava. E intuendo quanto sia stato faticoso nella realtà frettolosa e superficiale dei giorni nostri, mantenere vivo un reticolo di rapporti profondi, non formali, ho ritenuto che questo patrimonio non andasse disperso: anzi potesse aumentare in nome dell’amore, del suo amore per la vita, dell’amore degli altri per lei.
Perciò il blog con questo nome: “Amici di Paola”.
Ho visto quella vostra intervista con Franco Di mare ad uno mattina in data 18 Agosto 2007.
La prima colpa è da cercare nello stress del personale, che lavora più di 12 ore al giorno, e poi per l’alta velocità si naviga tutto a vista anche con i radar, il VTS (Vessel Traffic System) è tutto basato sulla risposta veloce dell’interpretazione del comandante, il quale a sua vota è solo a fare le dovute valutazioni. Quindi tutto è da attribuire ad errore umano per stress lavorativo (troppe ore di lavoro ed equipaggi ridotti all’osso).
Vedasi lo stesso incidente nello stretto di Messina, di sera quando il comandante non ha subito la situazione visiva e quando il VTS è fuori orario lavorativo.
Conclusione: non far navigare i mezzi veloci senza la luce diurna ed aumentare il numero dell’equipaggio. Dare un collaboratore al comandante cioè un primo ufficiale.
Distinti saluti
Capitano di Lungo Corso Mariano SISIMBRO
Ho fatto il Comandante per trentanni nello Stretto di Messina. Qualche collega si lamentava dello stress per orari impossibili. Fortunatamente non abbiamo questo tipo di problema. Lo stress viene solo per l’intenso traffico e l’attenzione costante che ci porta a non poterci distrarre neanche per un secondo. Ciò invece che è inquietante invece è il fatto che circa otto anni fa è stato installato il VTS che non è mai stato operativo e che si parla del suo rimodernamento perché è diventato vetusto. Altro errore è quello che la gestione è stata affidata al Corpo delle Capitanerie. Attenzione però, gli ufficiali sono delle persone validissime e molto preparate. A livello cinematico non hanno niente da imparare. L’unica pecca è che non hanno mai messo piede sul ponte di una nave, per cui il bersaglio che loro vedono sullo schermo è e rimane un bersaglio. Se gestito invece da ex Comandanti gli stessi, in tempo reale si mettono nei panni di chi sta sopra con tutte le problematiche inerenti al tipo di nave, agli spazi di manovra diversi per le varie unità, lo stato d’animo del comandante che si immette in una realtà operativa che lo mette in allarme. E’ questo il compito che dovrebbero svolgere i capoccioni del ministero che parlano di mare e della sua sicurezza non avendo la più pallida idea di cosa sia il mare.
Saluti
Capitano di Lungo Corso Antonino De Domenico
Ho saputo del blog vedendo “uno mattina”. Vivo ad Ischia e so cosa significa dover viaggiare per mare…
Mi permetto di segnalare il blog dei pendolari di Ischia e Procida all’indirizzo http://pendolari.netsons.org/blog
Distintamente
Andrea D’Ambra
Vorrei chiedere alla famiglia di Paola se ha intrapreso qualche azione legale. Mi parrebbe opportuno portare tutta le questione all’attenzione della stampa nazionale con una conferenza stampa che annunci l’azione della famiglia, ponga l’accento sul fatto che nessuno ha più parlato di quanto è accaduto, dell’eventuale recupero dell’aliscafo e dell’esito delle indagini e che per questo si teme il solito insabbiamento.
In Italia siamo soliti a questi deprecabili episodi.
Coraggio perseguite la verità con tutte le vostre forze. Paola lo merita.
Manuela
Per la famiglia
fate una conferenza stampa è giusto che venga fuori come si viaggia in Italia
mai visto il traghetto che da Palau (15 minuti) fa la spola con la Maddalena? andateci e poi ditemi cosa ne pensate !!!
Treni da schifo !!! traghetti e aliscafi immersi in un traffico marittimo da far paura e con mezzi tecnici scarsissimi
Turni di lavoro da sfruttamento, traghetti che prendono fuoco…
le ns. strade piene di buche e con perenni code per lavori in corso… per non parlare dei ponti
la gente muore !!!!!
Almeno si pagasse poco e poco ci sarebbe da pretendere ma avete visto i costi!!!! vergogna…
Altrimenti si insabbia tutto e poi alla prossima tragedia si ritornerà di dire “OH! POVERO”
Intanto adesso la ns. Paola chi ce la restituisce?
Claudio
Ho trovato questo blog per caso… e mi sono ricordato della tragedia… le mie più sincere condoglianze.
Vorrei solo far osservare, riferendomi anche ad episodi che sono accaduti di recente (il traghetto grimaldi a Genova che ha rischiato di andare sulla diga ad esempio), come per i passeggeri di un traghetto, grande o piccolo che sia, non si ponga minimamente il problema dell’arrivo in porto o della partenza: le due fasi più critiche del viaggio, dove la possibilità di imprevisti è elevatissima, l’autorità marittima ha messo a disposizione della sicurezza delle persone e delle cose: i piloti del porto, il servizio di rimorchio, il servizio di ormeggio, il servizio VTS, che coprono integralmente tutte le fasi dell’avvicinamento/partenza.
Tuttavia, fermo restando le lacune possibili sia nell’organizzazione sia nella preparazione di ciascuno di questi servizi, ci sono alcune regole che non vengono prese nemmeno in considerazione: mi riferisco a che cosa diavolo fanno i passeggeri durante l’arrivo o la partenza.
Filmati del traghetto grimaldi di cui sopra mostrano che incuranti del maltempo e delle sbandate della nave alcuni temerari stavano sui ponti scoperti a vedere il paesaggio…
La mia domanda è: ma su di un aereo ci si comporta allo stesso modo? e se c’è qual’è la differenza tra un traghetto e un aereo????
Bisogna che sia obbligatorio che i passeggeri stiano seduti nei saloni o nel sedile assegnato controllati dall’equipaggio, se vogliamo aumentare la sicurezza in modo sensibile.
Massimiliano CLC
IL CORAGGIO
ecco cosa mi e’ mancato in questo periodo.
Sembrerebbe facile ,ma non e’così specialmente quando sei stata coinvolta in prima persona in quella tragedia.
Nella sera del “MIO ANNIVERSARIO” ho cercato su internet qualche notizia sulla mia tragedia già ,a quanto pare,tristemente annunciata. Ho trovato il blog, ho cominciato a leggerlo, non ho avuto la forza per finirlo,anche in questo momento le lacrime mi offuscano la vista.
Vorrei tanto trovare le parole per confortarti , ma mi rendo conto che in realtà non ce ne sono.
Ad un anno esatto dalla scomparsa di tua sorella io sarei stata la seconda vittima predestinata di una tragedia che poteva essere evitata.
Da quel maledetto 7 Agosto la mia vita si e’ trasformata in un vero inferno:un anno di sofferenze atroci,passato lontano dai propri affetti ,umiliazioni di ogni genere. I primi 3 mesi ho lottato tantissimo per rimanere in vita, perchè il mio unico desiderio era quello di rivedere le mie bimbe e sapessi quante volte sono stata sul punto di non farcela,ma il BUON DIO mi ha aiutato molto, ed e’ stato il pensiero alle mie figlie che mi ha permesso di essere qui oggi, la voglia matta di rivedere i loro sorrisi e baciarle tanto come ho sempre fatto, nonchè la presenza insostituibile di mio marito a cui devo tanto. I dolori non mi lasciano neanche un attimo e cosi ci penso tutto il giorno e mi domando :<>.
Poi trovo il blog dedicato a Paola che sento vicina più di qualsiasi altra persona al mondo perchè anche lei si e’ ritrovata vittima della mia stessa tragedia e piango, piango, piango in continuazione perchè lei non c’è l’ha fatta e posso solo dire MI DISPIACE.
Ogni sera prima di addormentarmi spero di svegliarmi il giorno dopo dicendo a mio marito:<> e mi piacerebbe tanto che a dirlo possa essere anche Paola e ritrovarci a ridere tutte e due dello stesso brutto sogno.
Ti voglio bene
CARMEN
la prima domanda tra le virgolette e’ : cosa ho fatto di male per meritarmi questo?
e la seconda e’: sai amore ho fatto un brutto sogno!
Carissima Paola, solo ora ho appreso della tua dipartita, sono affranta dal dolore. Ora capisco perchè, non sono riuscita più a contattarti. Ho provato a telefonare al numero di tua madre che ricordo essersi trasferita nella casa di Sorrento, ma non risponde nessuno. Mi hai conosciuta che ero piccolissima, tu e Serenella, tua sorella, 2 adolescenti. Mi lasci un grande vuoto, per me sei la sorella che non ho mai avuto. Il tuo splendido sorriso resterà impresso nel mio cuore, la tua generosità, la tua simpatia, tutto di te mi accompagnerà. Ho un tuo ciondolo, che mi regalasti, anni fa, dove in inglese c’è scritto “Make the love, not war” (Fate l’amore, non la guerra). Tutto quello che mi è stato regalato da te resterà preziosamente custodito, così ciò che mi hai scritto. Il mio desiderio sarebbe parlare con Serenella, semmai leggesse questo commento. Il più grosso abbraccio. T.V.B. Angela