18 Agosto 2007
Agosto 27, 2007 di amicidipaola
La sorella di Paola Romano e il direttore della Siremar a RAI UNO MATTINA
Queste domande le ho rivolte anche in trasmissione al direttore generale della Siremar Pietro Giglio. Ma come chiunque può valutare – guardando nella pagina “Documentazione e video” di questo blog, il video della trasmissione – ad alcuni quesiti Giglio dà risposte poco convincenti, ad altri non risponde affatto.
Del resto, cliccando sul sito della Siremar o del gruppo Tirrenia della quale la Siremar fa parte, c’è un grande pamphlet sulla sicurezza dal quale risulta che la sicurezza è per il gruppo Tirrenia un fiore all’occhiello: tutto sembra perfetto, ineccepibile, merito di una moderna società che naviga al passo con i tempi, grazie alle migliori tecnologie e con un personale soddisfatto di appartenere a un simile gruppo.
Una realtà che contrasta come il bianco e il nero, il giorno e la notte, l’acqua e il fuoco, con l’inchiesta uscita il 21 giugno sull’Espresso. Due i titoli: “Mal di mare” e “Solo il manager è inaffondabile”. Sotto il primo l’esperienza da “passeggero” dell’inviato del settimanale Fabrizio Gatti così riassunta nel sommario: “Traghetti vecchi, nessun controllo, informazioni oscure, ruggine e incuria persino sulle scialuppe. In viaggio sulle carrette di Stato della Tirrenia”. Sotto il secondo, firmato da Emiliano Fittipaldi, l’analisi economica del gruppo e del suo amministratore delegato, Franco Pecorini “al timone della più grande compagnia pubblica di navigazione d’Europa da 23 anni”, l’unico manager “resistito al cambio di ben 17 governi e alla bufera di Mani Pulite” nonostante abbia “bruciato un miliardo e mezzo di fondi statali in 7 anni”.
Dai toni autocelebrativi con i quali la Tirrenia tratteggiava la propria immagine pubblicitaria, a quelli dell’Espresso che, sempre la Tirrenia, definisce “un servizio giornalistico a oggettivo contenuto scandalistico”.
Chi ha ragione? Valutate voi: come lettori – visto che nella “Documentazione e video” del blog c’è sia l’inchiesta di giugno de l’Espresso, sia la risposta de la Tirrenia – e come passeggeri – se lo siete mai stati – della Tirrenia e delle società a questa collegate come Siremar.
Ma gli aspetti e le dichiarazioni più inquietanti appaiono dallo strascico di questo botta e risposta: da un successivo articolo dell’Espresso contro la Tirrenia, e da una lettera dei sindacati della FIT-CISL e della UILTRASPORTI a sostegno della Tirrenia. Inquietanti perché leggendo queste dichiarazioni prende sempre più piede il dubbio che viaggiare in mare sia una sorta di roulette russa: che l’incidente al Giorgione non sia un caso, ma qualcosa di inevitabile, che prima o poi doveva accadere. Un disastro annunciato, che poteva essere una strage, nel quale invece – per puro caso - ha perso la vita una persona sola: mia sorella Paola.