11 Settembre 2007
Settembre 20, 2007 di amicidipaola
La sicurezza “burocratica”
Oggi è un mese dalla morte di Paola.
Anche per questo sono ritornata in Sicilia dove a Marettimo, con padre Campo e i marettimani, l’abbiamo ricordata con una Messa. Stare in quell’isola, però, per me è straziante: tutto la ricorda. Il mare, il porto, la sua casa, la gente.
Perciò dopo due giorni sono scappata via. Sono rimasta giusto il tempo per raccogliere informazioni che, unite a quelle prese a Palermo e a Trapani e divenute anche oggetto di denuncia sulla stampa e le televisioni locali (vedi “Documentazione e video” di questo blog) danno una nuova luce anche alla documentazione raccolta nei primi giorni dopo l’incidente.
Per esempio, gran parte delle argomentazioni sollevate dal gruppo Tirrenia a giugno scorso per smentire l’inchiesta de l’Espresso, oggi, dopo quanto accaduto, colpiscono per il tipo di approccio e di linguaggio: squisitamente burocratico.
Per dimostrare che le proprie imbarcazioni sono sicure e che i passeggeri possono viaggiare tranquilli, la maggiore compagnia di navigazione pubblica d’Europa, esibisce soprattutto certificazioni rilasciate da altri organi dello Stato (vedi “Documentazione e video” di questo blog):
“Le gru delle imbarcazioni di salvataggio e delle zattere sono tutte funzionanti e in possesso delle certificazioni di avvenuto collaudo come specificato a lato… I mezzi di salvataggio presenti a bordo delle navi sono conformi per tipo e capacità a quanto previsto dalla normativa in vigore e secondo il certificato di sicurezza della nave rilasciato periodicamente dall’Autorità Marittima… La verifica dello stato dei cavi e della manutenzione di tutti gli apparati è soggetta per legge a controlli e certificazioni del RINA (Registro Italiano Navale). Per le navi in questione tale certificazione è intervenuta qualche settimana prima dell’articolo, da parte del RINA, a seguito di intervento eseguito da ditta specializzata ed autorizzata… Il sistema di evacuazione è previsto in un piano approvato dal Registro Navale Italiano ed è pienamente rispettato per tutte le navi, sia con cartellonistica verticale, sia con indicazioni fosforescenti a pavimento. Se qualche incongruenza e insufficienza sono state riscontrate le stesse non incidono certamente sulla sicurezza e la congruità delle modalità di evacuazione, anche per la presenza di personale adeguatamente preparato per l’accompagnamento e indirizzo dei passeggeri… La società in materia di security e controllo dei passeggeri si è sempre attenuta, anche in collaborazione con le forze dell’ordine e l’Autorità portuale, a quanto previsto dalle norme in materia emanate dalle Capitanerie… La società ribadisce il suo impegno costante nel garantire la security di tutte le sue navi, così come costantemente certificate dalle Autorità competenti, ed assicura che la professionalità delle proprie maestranze, dal Comandante all’ultimo ragazzo di camera, contribuisce a garantire elevati livelli di sicurezza non certamente escludendosi qualche parziale e occasionale deficienza operativa e/o di controllo che, comunque, non può giustificare un attacco giornalistico di un’entità senza precedenti contraddistinto, peraltro, da parzialità e limitatezza di controllo”.
Ma se anche i controlli e le certificazioni fatti da Autorità marittime e RINA risultassero – più o meno “occasionalmente” - parziali, come farebbe il cittadino a saperlo? Se è lo Stato a peccare di efficienza, chi lo controlla? La Tirrenia, infatti, rimanda la palla della “sicurezza” a Capitanerie e RINA in quanto gli organismi che, per conto dello Stato italiano, la certificano, la garantiscono, la convalidano. Per cui, succo della sua risposta è : “Io ho le carte a posto”. Atteggiamento identico – per tono e contenuto – a quello tenuto dal direttore generale della Siremar Pietro Giglio alle mie domande fatte a RAI UNO MATTINA sulla vetustà della flotta e sulla “sicurezza attiva”. Non a caso Tirrenia è la capogruppo sotto la quale operano decine di aliscafi e traghetti con la sigla Siremar per la Sicilia, Caremar per la Campania, Saremar per la Sardegna, Toremar per la Toscana.