Dopo venerdì 1 luglio a “Mi manda Rai 3”
Il retroscena del giallo giudiziario che
avvolge il mancato risarcimento della morte di
Paola alla pagina 6 di questo blog, dal titolo
VERGOGNA !
Mia madre ed io, dopo 4 anni dalla morte di Paola, non abbiamo avuto neanche un euro di risarcimento danni: e il nostro non è un caso isolato, ma un caso emblematico di quello che può accadere ai passeggeri di navi da crociera, traghetti e aliscafi italiani sia pubblici che privati.
Perchè per i vettori navali italiani al disopra delle 25 tonnellate, non è prevista l’assicurazione obbligatoria, nè è prevista l’azione diretta per attivare il risarcimento di un passeggero danneggiato o addirittura morto.
Ma questa non è che la punta dell’iceberg. Perchè anche se esiste un’assicurazione non è detto che venga sfruttata: nel nostro caso, per esempio, avremmo potuto essere risarcite ma ciò non è avvenuto. Ma chi sono i responsabili del mancato risarcimento e perchè vogliono “risparmiare” sul pagamento dei danni per la morte di mia sorella, a tutti i costi: anche a costo di affermare in tribunale il falso?
Questo è il “giallo giudiziario” che avvolge la tragedia della morte di Paola e l’incredibile vicenda del suo mancato risarcimento, che ho iniziato a raccontare nella pagina n. 6 di questo blog intitolata “VERGOGNA !”
Un giallo che fa emergere interrogativi sul comportamento della Siremar-Tirrenia, del suo attuale commissario D’Andrea, dei suoi assicuratori e dello studio legale che li supporta, nonchè dello Stato italiano proprietario al 100% - attraverso la Fintecna – della compagnia di navigazione e delle sue controllate.
Per le associazioni di consumatori, gli avvocati, i magistrati e altri esperti di diritto che vogliono valutare i tanti aspetti anomali di questa storia , nella pagina “Documentazione e video” verrà pubblicata anche tutta la documentazione legale a supporto della narrazione.
Fra il pubblico che ha assistito alla puntata di “Mi Manda Rai 3″ e che mi ha già inviato mail piene di calore e di partecipazione, la testimonianza su quanto è accaduto quella terribile sera di 4 anni fa di Caterina: una testimonianza che mi ha commosso e che vi invito a leggere fra i commenti pubblicati sotto questa pagina.


una persona cosi non deve morire, è un angelo che è andato in cielo
Viaggi e trasporti sul mare. Per i vettori navali italiani al disopra delle 25 tonnellate, non vi è l’obbligo dell’assicurazione per la responsabilità civile. Da subito una legge per la tutela delle vittime che sino ad oggi sono rimaste senza possibilità di Giustizia e risarcimento dei danni subiti.
Dopo che una serie di cittadini e di familiari di vittime a bordo di natanti si è ritrovata con un “pugno di mosche” in mano, a seguito di sinistri o incidenti anche mortali avvenuti in mare per responsabilità del vettore o del natante che li aveva a bordo, secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”è giunta l’ora di porre fine al vuoto normativo che perdura nella legislazione italiana, secondo cui per i vettori navali italiani al disopra delle 25 tonnellate, non vi è l’obbligo dell’assicurazione per la responsabilità civile.
In pratica un cittadino che dovesse subire qualsiasi tipo di danno in conseguenza della condotta del vettore nautico, come il caso eclatante della signora Paola Romano sull’aliscafo Siremar diretto a Marettimo nell’ormai lontano agosto 2007 e che è stata oggetto di una puntata di “Mi manda Rai 3” del 1° luglio.
Fà ancora più specie che nel 2011, persino i servizi di traghetto che lo Stato affida in appalto ad alcune società siano spesso sprovvisti di idonea copertura assicurativa proprio perché la legge non la impone.
Per queste ragioni, Giovanni D’Agata s’impegnerà affinché anche sia portata in Parlamento una proposta di legge che introduca l’obbligo di assicurazione per la responsabilità civile a tutti i natanti che battano bandiera italiana e che modifichi l’art. 123 del codice delle assicurazioni private (D.Lgs 209/05) che al comma 2 limita tale obbligo ai soli vettori nautici con stazza non superiore a 25 tonnellate, affinché tutte le vittime ed i loro familiari possano trovare un equo ristoro per i danni patiti.
Lecce, 3 luglio 2011 Giovanni D’AGATA
Grazie per il commento e vi comunico che nel caso della Siremar-Tirrenia la vicenda è ancora più sconcertante come avrò modo di scrivere nei prossimi giorni sul blog – caricando anche tutta la documentazione legale nella pagina “Documentazione e video” – perchè la compagia pubblica ha approfittato di un aspetto ancora più inaccettabile: l’impossibilità dell’azione diretta al risarcimento esistente nel settore navale. Perciò teniamoci in contatto. Grazie. Serena.
Ti sono vicino. Vincerai la tua battaglia, ne sono sicuro.
Giustizia sara’ fatta.
Michele
Non conoscevo Paola ma sono , penso, una delle pochissime persone ad averla vista viva a poche ore dalla sua scomparsa. Era da tempo che volevo lasciare la mia testimonianza ma non sapevo come contattare i parenti. Grazie a Rai tre , stasera ho saputo di questo blog e mi sono precipitata a scrivere.
Bene, io ero a Marettimo insieme ai miei figli per una breve vacanza. Dovevo partire l’indomani ma mi avvisarono che a causa del vento di tramontana l’indomani non sarei partita affatto. Così mi imbarcai in fretta e furia sull’ultimo aliscafo, destinazione Favignana , lì avrei preso il Giorgione per Trapani. Sull’aliscafo eravamo in pochissimi. Arrivati a Favignana incominciammo la lunga attesa…il Giorgione non arrivava.Seduta proprio di fronte a me c’era lei, Paola. Ero impaziente e nervosa e non riuscivo neppure a leggere. Così osservavo la gente che aspettava l’aliscafo per Trapani. Paola era uno di quei passeggeri che, come me, veniva da Marettimo. L’osservai a lungo. Era una bella donna , molto elegante e non potevo non notarla..Ricordo che ad un certo punto prese una trousse dal bagaglio che aveva con sè, usci il rimmel e si ritoccò il trucco…stava proprio bene e fra me e me pensai che forse aveva un incontro importante a Trapani. Magari il suo uomo la stava aspettando. Chi l’avrebbe detto che si era fatta bella per andare incontro alla morte…ancora oggi provo un grande dolore a ricordare. Finalmente arrivò il Giorgione…ci fecero entrare di corsa senza neppure controllare i biglietti, l’aliscafo aveva un ritardo enorme. Paola entrò prima di me e scese giù, io avevo una grossa valigia ed insieme ai miei figli preferì sedermi sopra. Poi quello che è successo è cosa nota..lo scontro, il caos, il buio, le urla…subito si seppe che c’era una donna ferita,che era stata calpestata nella ressa; nessun altoparlante ci comunicò di indossare i giubbotti salvagente, la gente era in preda al panico.Si cercava un dottore ma la calca era così tanta che nessuno riusciva a spostarsi da un punto all’altro dell’aliscafo. Giù l’acqua saliva, c’era una donna ferita ma nessuno poteva soccorrerla. Quando arrivarono i mezzi salimmo tutti , prima le donne e i bambini e poi tutti gli altri. Mio figlio rimase a bordo fino alla fine e aiutò a trasportare Paola nella barella. Quando finalmente ci ritrovammo al porto io rimasi impietrita sapendo che era proprio quella bella signora ad essere rimasta ferita e ad essere stata recuperata per ultima tra tutti i passeggeri. Ecco questa è la mia testimonianza…erano anni che avrei voluto farla. Un abbraccio forte a tutti i parenti e gli amici di Paola! Vi sono vicina!!!!
Ho visto la trasmissione MiMandaRai3 ieri sera, la storia mi ha toccato molto, non la conoscevo.
Paola era sicuramente una brava persona, già solo il fatto di aiutare bambini bisognosi lo conferma, senza dubbio ora è un angelo che proteggerà dal cielo chi gli ha voluto bene e chi ne ha bisogno.
Un forte abbraccio ai famigliari da parte mia e mi raccomando, non mollate sulla questione risarcimento, i soprusi devo sempre essere combattuti.
Mirco
Ero a conoscenza di questa tragedia, ma ho scoperto quanto dolore possa essersi aggiunto al dolore, soltanto dopo averlo appreso durante la trasmissione: “Mi manda rai 3″. Mia figlia frequenta il quarto anno di Giurisprudenza presso il polo universitario di Imperia (distaccamento di Genova), il prossimo(ed ultimo) anno ha scelto di preparare la tesi per Diritto Marittimo, essendo il suo fidanzato un ingegnere navale, ed entrambi con l’amore spassionato per il mare.
Questa vostra tragedia le darà modo di potersi addentrare nel caso, e capire cosa c’è da fare affinchè i comandanti non debbano affrontare due turni consecutivi di lavoro, perchè il campo assicurativo sia così pieno di lacune poco chiare, e tanto altro.
Nel mare che amava tanto, Paola è andata via. Vi sono vicina con tutto il cuore.
Caterina di Bordighera.
Cara Caterina grazie per avermi scritto perchè penso che tutti possiamo dare un contributo per colmare le lacune – spesso volute – in questo settore. Sappi che a breve caricherò sul blog tutti gli atti legali con relativa documentazione prodotti finora ed ho intenzione anche di rivolgermi alla Corte di Giustizia Europea. Perciò, tua figlia potrà trovare tutto nella pagina “Documentazione e video” del blog: e se vuole qualcos’altro o delle delucidazioni, posso metterla in contatto con il mio avvocato, persona umana e onesta oltre che professionalmente valida. E mi raccomando, continua a seguire il blog e – se sei su facebook – a segnalarlo ai tuoi amici. Sperando di risentirti, ti saluto. Serena Romano