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	<title>Commenti a: 7 - A proposito di&#8230;</title>
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	<description>Verità e giustizia per Paola Romano</description>
	<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 00:45:54 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Paola de Montemayor Perrone Capano</title>
		<link>http://amicidipaola.wordpress.com/apropositodi/#comment-108</link>
		<dc:creator>Paola de Montemayor Perrone Capano</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 16:13:55 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo pienamente con quanto è scritto nel "Silenzio degli innocenti" . E' arrivato il momento per tutta la cosidetta società civile della Campania di fare autoanalisi, aprire la bocca e  uscire dal torpore in cui sembra immersa da anni. Credo che ciascuno di noi, ognuno al proprio livello, sia responsabile di ciò che sta accadendo a Napoli e nella nostra regione. Purtroppo noi campani ( forse sarebbe meglio dire noi italiani?) al di là delle nostre innegabili doti, dobbiamo anche riconoscere con onestà, che  nei confronti del vivere comune, il più delle volte siamo negligenti, indifferenti, sciattoni, pressapochisti, individualisti, maligni, criticoni, distruttivi e soprattutto incapaci di lavorare insieme per la realizzazione di sani e validi progetti comuni. Le idee ci sono, nascono le buone iniziative, ma poi tutto si logora e si disperde. Manca la perseveranza e la disciplina. Insomma, il più delle volte prevale  il nostro "ego" e il nostro smisurato desiderio di protagonismo e di potere. Ormai siamo nel caos. Siamo nella “torre di Babele”. Le lingue si sono confuse. Forse è giunto finalmente il tempo per un salto di qualità delle nostre coscienze. Forse  dovremmo divenire capaci di scorgere accanto alle nostre qualità, anche i nostri limiti. Forse, invece di criticare sempre, dovremmo imparare a tacere ed ascoltare umilmente chi magari ha qualcosa di valido da dire, da proporre, e da costruire. Solo così riusciremmo a cooperare e a realizzare insieme qualcosa di buono e di utile.  Siamo  tutti chiamati a fare un attento autoesame di coscienza, tutti, nessuno escluso. Non solo noi napoletani, ma tutti gli italiani. Se è vero che in Campania si è manifestato il sintomo della malattia, il morbo non è circoscritto, ma purtroppo è molto diffuso. Se non impariamo a guardare noi stessi con onestà, se non adottiamo i giusti rimedi,  non riusciremo a realizzare quel profondo mutamento etico e spirituale tanto necessario per rendere il nostro vivere pienamente "umano".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo pienamente con quanto è scritto nel &#8220;Silenzio degli innocenti&#8221; . E&#8217; arrivato il momento per tutta la cosidetta società civile della Campania di fare autoanalisi, aprire la bocca e  uscire dal torpore in cui sembra immersa da anni. Credo che ciascuno di noi, ognuno al proprio livello, sia responsabile di ciò che sta accadendo a Napoli e nella nostra regione. Purtroppo noi campani ( forse sarebbe meglio dire noi italiani?) al di là delle nostre innegabili doti, dobbiamo anche riconoscere con onestà, che  nei confronti del vivere comune, il più delle volte siamo negligenti, indifferenti, sciattoni, pressapochisti, individualisti, maligni, criticoni, distruttivi e soprattutto incapaci di lavorare insieme per la realizzazione di sani e validi progetti comuni. Le idee ci sono, nascono le buone iniziative, ma poi tutto si logora e si disperde. Manca la perseveranza e la disciplina. Insomma, il più delle volte prevale  il nostro &#8220;ego&#8221; e il nostro smisurato desiderio di protagonismo e di potere. Ormai siamo nel caos. Siamo nella “torre di Babele”. Le lingue si sono confuse. Forse è giunto finalmente il tempo per un salto di qualità delle nostre coscienze. Forse  dovremmo divenire capaci di scorgere accanto alle nostre qualità, anche i nostri limiti. Forse, invece di criticare sempre, dovremmo imparare a tacere ed ascoltare umilmente chi magari ha qualcosa di valido da dire, da proporre, e da costruire. Solo così riusciremmo a cooperare e a realizzare insieme qualcosa di buono e di utile.  Siamo  tutti chiamati a fare un attento autoesame di coscienza, tutti, nessuno escluso. Non solo noi napoletani, ma tutti gli italiani. Se è vero che in Campania si è manifestato il sintomo della malattia, il morbo non è circoscritto, ma purtroppo è molto diffuso. Se non impariamo a guardare noi stessi con onestà, se non adottiamo i giusti rimedi,  non riusciremo a realizzare quel profondo mutamento etico e spirituale tanto necessario per rendere il nostro vivere pienamente &#8220;umano&#8221;.</p>
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