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	<title>Commenti per Amici di Paola</title>
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	<description>Verità e giustizia per Paola Romano</description>
	<pubDate>Tue, 13 May 2008 21:16:55 +0000</pubDate>
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		<title>Commenti su 5 - Dedicato a Paola di Claudio</title>
		<link>http://amicidipaola.wordpress.com/dedicato-a-paola/#comment-126</link>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 10:42:25 +0000</pubDate>
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		<description>ci manchi     ci manchi    ci manchi
ci manca il tuo stress      
mi piacerebbe vederti ricomparire sulla porta e sentirti dire 
" ecco sono qua ...e' arrivato il tuo stress !!!! oggi passavo di qua    mi offri un panino "

che bello !!!   che ingiustizia   portati via da noi 
ciao Paola   non credo potremo dimenticarti
Una preghiera per te</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ci manchi     ci manchi    ci manchi<br />
ci manca il tuo stress<br />
mi piacerebbe vederti ricomparire sulla porta e sentirti dire<br />
&#8221; ecco sono qua &#8230;e&#8217; arrivato il tuo stress !!!! oggi passavo di qua    mi offri un panino &#8221;</p>
<p>che bello !!!   che ingiustizia   portati via da noi<br />
ciao Paola   non credo potremo dimenticarti<br />
Una preghiera per te</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 2 - La tragedia di Claudio</title>
		<link>http://amicidipaola.wordpress.com/linizio/#comment-125</link>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 10:26:36 +0000</pubDate>
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		<description>Stamattina   guardavo le fotografie di Marettimo che Paola mi aveva regalato 
Mamma mia che ricordo !!!!   non trovo le parole
adesso chiudo perche' mi sto commuovendo
ciao

Claudio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina   guardavo le fotografie di Marettimo che Paola mi aveva regalato<br />
Mamma mia che ricordo !!!!   non trovo le parole<br />
adesso chiudo perche&#8217; mi sto commuovendo<br />
ciao</p>
<p>Claudio</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 5 - Dedicato a Paola di Corradino</title>
		<link>http://amicidipaola.wordpress.com/dedicato-a-paola/#comment-119</link>
		<dc:creator>Corradino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 17:24:26 +0000</pubDate>
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		<description>A farci conoscere fu lo stesso amore per Marettimo, tanti anni fa. A rafforzare la nostra amicizia, quel mare così speciale. Eppoi, il nostro lavoro, così diverso (lei pierre, io giornalista) eppure con tanti punti di contatto. 
Quante ore a parlare, a ridere, a scherzare. 
Ricordo il suo entusiasmo per le escursioni con il diving club, lei che non era certamente una sub irriducibile e che, pertanto, certe volte preferiva restarsene sulla coperta della barca a prendere il sole mentre noi scendevamo in immersione sulla Secca del Cammello o sotto Punta Bassana. Tanto poi, una volta tornati a bordo, le avremmo raccontato tutto. E lei, come sempre, avrebbe goduto dei nostri racconti traendone un piacere che – l’ho pensato in più di un’occasione – sembrava addirittura superiore al nostro. 
Per non parlare delle gite intorno all’isola, con il “Salvatore Piccolo” del caro Tutua. Ne ricordo una, in particolare, con una coppia di simpatici giovani che lei ospitava nella sua deliziosa casa. 
L’allegria e la spensieratezza di quei momenti sono ben impresse in una fotografia che, dalla sera del 9 agosto 2007, è diventata improvvisamente preziosissima.

Corradino Corbò</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A farci conoscere fu lo stesso amore per Marettimo, tanti anni fa. A rafforzare la nostra amicizia, quel mare così speciale. Eppoi, il nostro lavoro, così diverso (lei pierre, io giornalista) eppure con tanti punti di contatto.<br />
Quante ore a parlare, a ridere, a scherzare.<br />
Ricordo il suo entusiasmo per le escursioni con il diving club, lei che non era certamente una sub irriducibile e che, pertanto, certe volte preferiva restarsene sulla coperta della barca a prendere il sole mentre noi scendevamo in immersione sulla Secca del Cammello o sotto Punta Bassana. Tanto poi, una volta tornati a bordo, le avremmo raccontato tutto. E lei, come sempre, avrebbe goduto dei nostri racconti traendone un piacere che – l’ho pensato in più di un’occasione – sembrava addirittura superiore al nostro.<br />
Per non parlare delle gite intorno all’isola, con il “Salvatore Piccolo” del caro Tutua. Ne ricordo una, in particolare, con una coppia di simpatici giovani che lei ospitava nella sua deliziosa casa.<br />
L’allegria e la spensieratezza di quei momenti sono ben impresse in una fotografia che, dalla sera del 9 agosto 2007, è diventata improvvisamente preziosissima.</p>
<p>Corradino Corbò</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 7 - A proposito di&#8230; di Paola de Montemayor Perrone Capano</title>
		<link>http://amicidipaola.wordpress.com/apropositodi/#comment-108</link>
		<dc:creator>Paola de Montemayor Perrone Capano</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 16:13:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://amicidipaola.wordpress.com/apropositodi/#comment-108</guid>
		<description>Concordo pienamente con quanto è scritto nel "Silenzio degli innocenti" . E' arrivato il momento per tutta la cosidetta società civile della Campania di fare autoanalisi, aprire la bocca e  uscire dal torpore in cui sembra immersa da anni. Credo che ciascuno di noi, ognuno al proprio livello, sia responsabile di ciò che sta accadendo a Napoli e nella nostra regione. Purtroppo noi campani ( forse sarebbe meglio dire noi italiani?) al di là delle nostre innegabili doti, dobbiamo anche riconoscere con onestà, che  nei confronti del vivere comune, il più delle volte siamo negligenti, indifferenti, sciattoni, pressapochisti, individualisti, maligni, criticoni, distruttivi e soprattutto incapaci di lavorare insieme per la realizzazione di sani e validi progetti comuni. Le idee ci sono, nascono le buone iniziative, ma poi tutto si logora e si disperde. Manca la perseveranza e la disciplina. Insomma, il più delle volte prevale  il nostro "ego" e il nostro smisurato desiderio di protagonismo e di potere. Ormai siamo nel caos. Siamo nella “torre di Babele”. Le lingue si sono confuse. Forse è giunto finalmente il tempo per un salto di qualità delle nostre coscienze. Forse  dovremmo divenire capaci di scorgere accanto alle nostre qualità, anche i nostri limiti. Forse, invece di criticare sempre, dovremmo imparare a tacere ed ascoltare umilmente chi magari ha qualcosa di valido da dire, da proporre, e da costruire. Solo così riusciremmo a cooperare e a realizzare insieme qualcosa di buono e di utile.  Siamo  tutti chiamati a fare un attento autoesame di coscienza, tutti, nessuno escluso. Non solo noi napoletani, ma tutti gli italiani. Se è vero che in Campania si è manifestato il sintomo della malattia, il morbo non è circoscritto, ma purtroppo è molto diffuso. Se non impariamo a guardare noi stessi con onestà, se non adottiamo i giusti rimedi,  non riusciremo a realizzare quel profondo mutamento etico e spirituale tanto necessario per rendere il nostro vivere pienamente "umano".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo pienamente con quanto è scritto nel &#8220;Silenzio degli innocenti&#8221; . E&#8217; arrivato il momento per tutta la cosidetta società civile della Campania di fare autoanalisi, aprire la bocca e  uscire dal torpore in cui sembra immersa da anni. Credo che ciascuno di noi, ognuno al proprio livello, sia responsabile di ciò che sta accadendo a Napoli e nella nostra regione. Purtroppo noi campani ( forse sarebbe meglio dire noi italiani?) al di là delle nostre innegabili doti, dobbiamo anche riconoscere con onestà, che  nei confronti del vivere comune, il più delle volte siamo negligenti, indifferenti, sciattoni, pressapochisti, individualisti, maligni, criticoni, distruttivi e soprattutto incapaci di lavorare insieme per la realizzazione di sani e validi progetti comuni. Le idee ci sono, nascono le buone iniziative, ma poi tutto si logora e si disperde. Manca la perseveranza e la disciplina. Insomma, il più delle volte prevale  il nostro &#8220;ego&#8221; e il nostro smisurato desiderio di protagonismo e di potere. Ormai siamo nel caos. Siamo nella “torre di Babele”. Le lingue si sono confuse. Forse è giunto finalmente il tempo per un salto di qualità delle nostre coscienze. Forse  dovremmo divenire capaci di scorgere accanto alle nostre qualità, anche i nostri limiti. Forse, invece di criticare sempre, dovremmo imparare a tacere ed ascoltare umilmente chi magari ha qualcosa di valido da dire, da proporre, e da costruire. Solo così riusciremmo a cooperare e a realizzare insieme qualcosa di buono e di utile.  Siamo  tutti chiamati a fare un attento autoesame di coscienza, tutti, nessuno escluso. Non solo noi napoletani, ma tutti gli italiani. Se è vero che in Campania si è manifestato il sintomo della malattia, il morbo non è circoscritto, ma purtroppo è molto diffuso. Se non impariamo a guardare noi stessi con onestà, se non adottiamo i giusti rimedi,  non riusciremo a realizzare quel profondo mutamento etico e spirituale tanto necessario per rendere il nostro vivere pienamente &#8220;umano&#8221;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 5 - Dedicato a Paola di Willy e Mariella</title>
		<link>http://amicidipaola.wordpress.com/dedicato-a-paola/#comment-107</link>
		<dc:creator>Willy e Mariella</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 23:23:22 +0000</pubDate>
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		<description>Paola.
Non mi è stato facile scriverti, una riluttanza almeno pari alla tua per gli sms. Non facile perché ancora oggi, mentre scrivo, piango. Un misto di incredulità e di rabbia scuote Mariella e me ogni qual volta il pensiero ti riporta a noi, un oggetto, un luogo condiviso, una frase, una promessa, un insignificante episodio di un tempo che non ci sarà più permesso ne rivivere ne canzonare insieme. Potrai anche aver trovato compagnia lassù ma è qui che manchi. 
Niente più telefonate, niente più risate, niente più appuntamenti inverosimili, niente più progetti, niente più sogni. Niente. 
Ti sappiamo intenta a scrutare Capri, da li. 
Torneremo a trovarti. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Paola.<br />
Non mi è stato facile scriverti, una riluttanza almeno pari alla tua per gli sms. Non facile perché ancora oggi, mentre scrivo, piango. Un misto di incredulità e di rabbia scuote Mariella e me ogni qual volta il pensiero ti riporta a noi, un oggetto, un luogo condiviso, una frase, una promessa, un insignificante episodio di un tempo che non ci sarà più permesso ne rivivere ne canzonare insieme. Potrai anche aver trovato compagnia lassù ma è qui che manchi.<br />
Niente più telefonate, niente più risate, niente più appuntamenti inverosimili, niente più progetti, niente più sogni. Niente.<br />
Ti sappiamo intenta a scrutare Capri, da li.<br />
Torneremo a trovarti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 31 Dicembre 2007 di Antonio</title>
		<link>http://amicidipaola.wordpress.com/2007/12/31/31-dicembre-2007/#comment-106</link>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 19:37:46 +0000</pubDate>
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		<description>Faccio il  marittimo e vorrei spendere qualche parola riguardo i mezzi veloci  che al contrario dei traghetti  non hanno  cabine per  l’equipaggio . Per questo motivo  oltre alle normali 12-14 ore di  servizio bisogna considerare anche il tempo impiegato per il ritorno a casa, diciamo 2 ore? E siamo a 14 o 16 ore. Rimangono ancora 8 ore  da utilizzare per pulizia personale, la  famiglia, ed il riposo quindi ripartire di nuovo per una nuova giornata .

Il giorno di  riposo non sempre è settimanale. Anzi in certi casi se non si richiede. Puoi anche lavorare per un mese di seguito senza  che ti venga dato il cambio. In pratica coincidono due interessi:  l’armatore che con il lavoro straordinario risparmia il costo di altro personale ed il marittimo che non avendo un contratto stabile tende a guadagnare il massimo nel periodo di imbarco facendo più straordinario possibile. Il registro dell’orario di lavoro anche se controllato, non impedisce ad un marittimo volenteroso o un armatore autoritario di far iniziare il lavoro su di un battello facendo 8 ore e continuare su di un altro battello per altre 8 ore: su i registri di bordo risulterà che il marittimo ha lavorato molto meno e ad un eventuale  controllo tutto risulterà nella norma perché non mi sembra che siano previsti controlli incrociati.


Saluti 
Antonio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Faccio il  marittimo e vorrei spendere qualche parola riguardo i mezzi veloci  che al contrario dei traghetti  non hanno  cabine per  l’equipaggio . Per questo motivo  oltre alle normali 12-14 ore di  servizio bisogna considerare anche il tempo impiegato per il ritorno a casa, diciamo 2 ore? E siamo a 14 o 16 ore. Rimangono ancora 8 ore  da utilizzare per pulizia personale, la  famiglia, ed il riposo quindi ripartire di nuovo per una nuova giornata .</p>
<p>Il giorno di  riposo non sempre è settimanale. Anzi in certi casi se non si richiede. Puoi anche lavorare per un mese di seguito senza  che ti venga dato il cambio. In pratica coincidono due interessi:  l’armatore che con il lavoro straordinario risparmia il costo di altro personale ed il marittimo che non avendo un contratto stabile tende a guadagnare il massimo nel periodo di imbarco facendo più straordinario possibile. Il registro dell’orario di lavoro anche se controllato, non impedisce ad un marittimo volenteroso o un armatore autoritario di far iniziare il lavoro su di un battello facendo 8 ore e continuare su di un altro battello per altre 8 ore: su i registri di bordo risulterà che il marittimo ha lavorato molto meno e ad un eventuale  controllo tutto risulterà nella norma perché non mi sembra che siano previsti controlli incrociati.</p>
<p>Saluti<br />
Antonio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 31 Dicembre 2007 di anonimo</title>
		<link>http://amicidipaola.wordpress.com/2007/12/31/31-dicembre-2007/#comment-103</link>
		<dc:creator>anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jan 2008 22:16:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://amicidipaola.wordpress.com/2007/12/31/31-dicembre-2007/#comment-103</guid>
		<description>Leggendo il settimanale Panorama ho scoperto l'esistenza di questo blog. Sono purtroppo da anni un marittimo, anello debole di una catena composta da armatori, capitanerie, sindacati ed IPSEMA (organo che dovrebbe tutelare la nostra salute che ha ai suoi vertici i nostri rappresentanti sindacali, che serve solo a liquidarci economicamente i periodi di malattia chiudendo gli occhi sulle navi che contengono amianto e sull'aumento di infartuati in campo marittimo).
I nostri politici si indignano quando un lavoratore extra-comunitario lavora più di 12 ore al giorno e non si indignano per un accordo scellerato firmato dai nostri sindacati confederali il 30/05/2007 che in barba alle normative internazionali prevedono per i viaggi nazionali un arco lavorativo di più di 14 ore al giorno. Forse noi marittimi abbiamo delle doti sovrannaturali (perché il ministero delle infrastrutture non interviene come previsto dai regolamenti internazionali).
Gli armatori hanno tutto l'interesse a ridurre l'equipaggio anche perché quando si è in mezzo al mare ci si deve arrangiare, il personale non si ribella perché c'è sempre qualcuno pronto a sostituirlo, questo si traduce in un carico di ore lavorativo sempre più insostenibili.
Giornalmente, settimanalmente e mensilmente i regolamenti di sicurezza prevedono delle prove e dei controlli da fare, i risultati delle prove sono annotati su appositi registri e firmati. Le carenze riscontrate durante i controlli dovrebbero essere evidenziate, se lo si fa ci sono pressioni (fino allo sbarco) da parte dell'armatore che ha tutto l'interesse a non spendere soldi anche perché alcune carenze comportano il fermo della nave fino a che non si ripristina l'anomalia, se non lo si fa, si firma il falso sperando che non succeda niente (tutto ciò dipende dalla nostra coscienza, dal valutare se ciò può comportare danni al personale, ai passeggeri ed all'ambiente).
Il registro orario di lavoro non viene controllato a dovere dalle categorie, in molti registri non viene scritta la verità anche perché alcuni orari di linea non permettono il rispetto della legge. Un caso emblematico è quello di un comandante che su un traghetto che parte da Trapani per Pantelleria alle 23:59, su registro orari di lavoro annota che alle 24:00 tutto il personale va a riposare ( forse la nave parte da sola, è telecomandata).
Sorge spontanea una domanda, ma il marittimo perché non si ribella a questo stato di cose? Perché lavora più di 14 ore al giorno ?
La risposta è semplice, la nostra giornata lavorativa non è di 6h e 40m, ma di 8h, la politica sindacale in combutta con gli armatori ha tenuto basso il valore della paga base elargendo straordinari per cui al momento in cui si toglie lo straordinario il bilancio familiare va in crisi.
Un'altra cosa che mi indigna è il caso dei tre marittimi licenziati dalla ALILAURO solo perchè dopo una giornata di lavoro non si sono sentiti fisicamente di lavorare in sicurezza per un ulteriore viaggio. Non sono indignato per il comportamento di ALILAURO, quanto per il disinteresse del sindacato (intervenuto con mesi di ritardo ), per il silenzio della Capitaneria di Porto di Napoli, del ministero dei trasporti e del nostro Presidente della Repubblica.
A questo punto, a malincuore, devo ammettere che anche io, supererò le ore lavorative, falsificherò registri ed orari di lavoro, annoterò sui registri che tutto funziona regolarmente, perché sarò sempre e solo io a pagare, ed allora meglio rischiare una denuncia che il licenziamento.

Firmato: “Anonimo” per forza e non per scelta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo il settimanale Panorama ho scoperto l&#8217;esistenza di questo blog. Sono purtroppo da anni un marittimo, anello debole di una catena composta da armatori, capitanerie, sindacati ed IPSEMA (organo che dovrebbe tutelare la nostra salute che ha ai suoi vertici i nostri rappresentanti sindacali, che serve solo a liquidarci economicamente i periodi di malattia chiudendo gli occhi sulle navi che contengono amianto e sull&#8217;aumento di infartuati in campo marittimo).<br />
I nostri politici si indignano quando un lavoratore extra-comunitario lavora più di 12 ore al giorno e non si indignano per un accordo scellerato firmato dai nostri sindacati confederali il 30/05/2007 che in barba alle normative internazionali prevedono per i viaggi nazionali un arco lavorativo di più di 14 ore al giorno. Forse noi marittimi abbiamo delle doti sovrannaturali (perché il ministero delle infrastrutture non interviene come previsto dai regolamenti internazionali).<br />
Gli armatori hanno tutto l&#8217;interesse a ridurre l&#8217;equipaggio anche perché quando si è in mezzo al mare ci si deve arrangiare, il personale non si ribella perché c&#8217;è sempre qualcuno pronto a sostituirlo, questo si traduce in un carico di ore lavorativo sempre più insostenibili.<br />
Giornalmente, settimanalmente e mensilmente i regolamenti di sicurezza prevedono delle prove e dei controlli da fare, i risultati delle prove sono annotati su appositi registri e firmati. Le carenze riscontrate durante i controlli dovrebbero essere evidenziate, se lo si fa ci sono pressioni (fino allo sbarco) da parte dell&#8217;armatore che ha tutto l&#8217;interesse a non spendere soldi anche perché alcune carenze comportano il fermo della nave fino a che non si ripristina l&#8217;anomalia, se non lo si fa, si firma il falso sperando che non succeda niente (tutto ciò dipende dalla nostra coscienza, dal valutare se ciò può comportare danni al personale, ai passeggeri ed all&#8217;ambiente).<br />
Il registro orario di lavoro non viene controllato a dovere dalle categorie, in molti registri non viene scritta la verità anche perché alcuni orari di linea non permettono il rispetto della legge. Un caso emblematico è quello di un comandante che su un traghetto che parte da Trapani per Pantelleria alle 23:59, su registro orari di lavoro annota che alle 24:00 tutto il personale va a riposare ( forse la nave parte da sola, è telecomandata).<br />
Sorge spontanea una domanda, ma il marittimo perché non si ribella a questo stato di cose? Perché lavora più di 14 ore al giorno ?<br />
La risposta è semplice, la nostra giornata lavorativa non è di 6h e 40m, ma di 8h, la politica sindacale in combutta con gli armatori ha tenuto basso il valore della paga base elargendo straordinari per cui al momento in cui si toglie lo straordinario il bilancio familiare va in crisi.<br />
Un&#8217;altra cosa che mi indigna è il caso dei tre marittimi licenziati dalla ALILAURO solo perchè dopo una giornata di lavoro non si sono sentiti fisicamente di lavorare in sicurezza per un ulteriore viaggio. Non sono indignato per il comportamento di ALILAURO, quanto per il disinteresse del sindacato (intervenuto con mesi di ritardo ), per il silenzio della Capitaneria di Porto di Napoli, del ministero dei trasporti e del nostro Presidente della Repubblica.<br />
A questo punto, a malincuore, devo ammettere che anche io, supererò le ore lavorative, falsificherò registri ed orari di lavoro, annoterò sui registri che tutto funziona regolarmente, perché sarò sempre e solo io a pagare, ed allora meglio rischiare una denuncia che il licenziamento.</p>
<p>Firmato: “Anonimo” per forza e non per scelta.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 31 Dicembre 2007 di Daniela</title>
		<link>http://amicidipaola.wordpress.com/2007/12/31/31-dicembre-2007/#comment-102</link>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jan 2008 17:15:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://amicidipaola.wordpress.com/2007/12/31/31-dicembre-2007/#comment-102</guid>
		<description>Gentilissima Sig.ra Romano,

ho letto la lettera apparsa sul blog che riguarda l’ingiusto licenziamento del lavoratore marittimo della compagnia Alilauro e, mio malgrado, sono rimasta molto sorpresa. Io infatti, viaggio molto spesso con i mezzi di navigazione di tale compagnia per lavoro e sono ben noti i disagi a cui sono sottoposti coloro che lavorano in questo settore.

Si possono solo immaginare (e adesso sono stati confermati dal sig.re Di Munno) gli orari  estenuanti dei marittimi che tra l’alto si  devono anche improvvisare ormeggiatori; infatti al porto di Forio devono scendere a terra con il battello in movimento per attraccare l’aliscafo.   

Non dovrebbe essere compito della Capitaneria  tutelare la sicurezza e controllare gli orari di lavoro dei marittimi?.... ma molto spesso è distratta!

Infatti in base alla legge 271, gli orari di lavoro devono essere annotati sull’unico documento ufficiale, che è il giornale nautico, e, a riscontro del vero, sono le chiamate di entrata e di uscita effettuate alla Capitaneria dai comandanti che sono obbligati a dare il loro nominativo e quello dell’ imbarcazione.

Tutto ciò credo che non avvenga, altrimenti la Capitaneria avrebbe dovuto rendere più umane e sopportabili le condizioni di lavoro a bordo, e soprattutto più efficienti i mezzi di trasporto che per noi pendolari, spesso e volentieri, sono  mortificanti e insicuri.

A testimonianza di ciò, un fatto che è accaduto qualche tempo fa in cui un catamarano della suddetta società, per causa di un’avaria, è rimasto bloccato in mezzo al porto di Ischia , impedendo, tra l’altro anche l’entrata e l’uscita di altri mezzi, fino all’intervento di un altro catamarano che provvedeva a rimorchiarlo fino alla banchina, sotto gli occhi “ciechi” della Capitaneria che, dal loro bel ufficio sul porto, non hanno visto, né sentito niente.

Allego a ciò, una lettera di testimonianza diretta di una mia compagna di viaggio.

 

DANIELA

 

pendolari.netsons.org/blog/

E’ lecito o no ?

Oggi ho preso l’aliscafo Alilauro delle 14,20 dal Beverello ad Ischia. Visto il fine settimana, bene ha fatto la compagnia a predisporre 2 aliscafi: uno per Forio (catamarano) e uno per Ischia (Anna Maria Lauro). Ambedue sono partiti allo stesso orario, ma, all’uscita dal porto, l’Anna Maria si è inspiegabilmente fermato. Avviso del comandante: ” Si avvisano i passeggeri che dobbiamo dare assistenza al natante della compagnia. Si prega di restare seduti”. In effetti anche il catamarano era fermo all’uscita dal porto. Un suono lungo di sirena (abbastanza impressionante) avvisava i marinai di tenersi pronti ad intervenire ed alcuni di loro, correndo ai posti di manovra, dicevano testuali parole: ” Questa è la volta buona che la Capitaneria ci arresta”. I due mezzi si sono affiancati paurosamente per circa 15 minuti, fermi, urtandosi fra loro, ma, oltre al solito annuncio del comandante di restare seduti, nessuno dei passeggeri sapeva cosa stesse succedendo. Il traffico di ingresso e uscita dal porto era paralizzato. Mi aspettavo di vedere le motovedette della Capitaneria venire in soccorso del catamarano, ma invano. Poi i natanti hanno ripreso la navigazione. Domanda: è lecito tutto ciò? La sicurezza per i passeggeri era conforme alle norme della Legge 626? La capitaneria è stata avvertita dell’inconveniente tecnico del catamarano? La torre di controllo del porto ha segnalato l’incidente? Mi sono sentita un topo in gabbia e, vi assicuro, ho tremato, e non solo io.

Maria Luisa

</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentilissima Sig.ra Romano,</p>
<p>ho letto la lettera apparsa sul blog che riguarda l’ingiusto licenziamento del lavoratore marittimo della compagnia Alilauro e, mio malgrado, sono rimasta molto sorpresa. Io infatti, viaggio molto spesso con i mezzi di navigazione di tale compagnia per lavoro e sono ben noti i disagi a cui sono sottoposti coloro che lavorano in questo settore.</p>
<p>Si possono solo immaginare (e adesso sono stati confermati dal sig.re Di Munno) gli orari  estenuanti dei marittimi che tra l’alto si  devono anche improvvisare ormeggiatori; infatti al porto di Forio devono scendere a terra con il battello in movimento per attraccare l’aliscafo.   </p>
<p>Non dovrebbe essere compito della Capitaneria  tutelare la sicurezza e controllare gli orari di lavoro dei marittimi?&#8230;. ma molto spesso è distratta!</p>
<p>Infatti in base alla legge 271, gli orari di lavoro devono essere annotati sull’unico documento ufficiale, che è il giornale nautico, e, a riscontro del vero, sono le chiamate di entrata e di uscita effettuate alla Capitaneria dai comandanti che sono obbligati a dare il loro nominativo e quello dell’ imbarcazione.</p>
<p>Tutto ciò credo che non avvenga, altrimenti la Capitaneria avrebbe dovuto rendere più umane e sopportabili le condizioni di lavoro a bordo, e soprattutto più efficienti i mezzi di trasporto che per noi pendolari, spesso e volentieri, sono  mortificanti e insicuri.</p>
<p>A testimonianza di ciò, un fatto che è accaduto qualche tempo fa in cui un catamarano della suddetta società, per causa di un’avaria, è rimasto bloccato in mezzo al porto di Ischia , impedendo, tra l’altro anche l’entrata e l’uscita di altri mezzi, fino all’intervento di un altro catamarano che provvedeva a rimorchiarlo fino alla banchina, sotto gli occhi “ciechi” della Capitaneria che, dal loro bel ufficio sul porto, non hanno visto, né sentito niente.</p>
<p>Allego a ciò, una lettera di testimonianza diretta di una mia compagna di viaggio.</p>
<p>DANIELA</p>
<p>pendolari.netsons.org/blog/</p>
<p>E’ lecito o no ?</p>
<p>Oggi ho preso l’aliscafo Alilauro delle 14,20 dal Beverello ad Ischia. Visto il fine settimana, bene ha fatto la compagnia a predisporre 2 aliscafi: uno per Forio (catamarano) e uno per Ischia (Anna Maria Lauro). Ambedue sono partiti allo stesso orario, ma, all’uscita dal porto, l’Anna Maria si è inspiegabilmente fermato. Avviso del comandante: ” Si avvisano i passeggeri che dobbiamo dare assistenza al natante della compagnia. Si prega di restare seduti”. In effetti anche il catamarano era fermo all’uscita dal porto. Un suono lungo di sirena (abbastanza impressionante) avvisava i marinai di tenersi pronti ad intervenire ed alcuni di loro, correndo ai posti di manovra, dicevano testuali parole: ” Questa è la volta buona che la Capitaneria ci arresta”. I due mezzi si sono affiancati paurosamente per circa 15 minuti, fermi, urtandosi fra loro, ma, oltre al solito annuncio del comandante di restare seduti, nessuno dei passeggeri sapeva cosa stesse succedendo. Il traffico di ingresso e uscita dal porto era paralizzato. Mi aspettavo di vedere le motovedette della Capitaneria venire in soccorso del catamarano, ma invano. Poi i natanti hanno ripreso la navigazione. Domanda: è lecito tutto ciò? La sicurezza per i passeggeri era conforme alle norme della Legge 626? La capitaneria è stata avvertita dell’inconveniente tecnico del catamarano? La torre di controllo del porto ha segnalato l’incidente? Mi sono sentita un topo in gabbia e, vi assicuro, ho tremato, e non solo io.</p>
<p>Maria Luisa</p>
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		<title>Commenti su 5 - Dedicato a Paola di Lorenza</title>
		<link>http://amicidipaola.wordpress.com/dedicato-a-paola/#comment-97</link>
		<dc:creator>Lorenza</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 17:39:47 +0000</pubDate>
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		<description>Non ti ho conosciuto di persona, ma sei entrata nel mio cuore; perchè in quei giorni ero ospite, con mio marito e i miei 2 figli a casa tua, da tua madre. Ti ho vista nelle foto, alle pareti. siamo andati via quel lunedì e tu sei arrivata. Ascoltiamo sempre i tg.
La mente non ha voluto fermarsi all’ascolto della notizia, ha rifiutato i commenti. Dal 10 al 17 ho telefonato. Ma tua madre nn ha risposto. Mi sono preoccupata. Sabato 19 come di consueto seguiamo la trasmissione di Rai Uno. Riconosco quella persona che ho visto nelle foto da nonna A. Si presenta è Serenella. Parla di Paoletta, nomi a me cari perchè figlie di nonna A. Ha sempre parlato di voi con amore di mamma, che spesso è sbagliato. Ma è tanto e grande l’amore tra le due sorelle, distanti, ma ritrovato con una dipartita tragica, straziante, inaccettabile. Ma la Stella ha segnato il cammino. Paoletta vive in cielo cme in terra per Serenella.
Alla cara nonnina, che l’amore di Serenella per la sorella possa dare rassegnazione di aver seminato ma di aver raccolto diversamente da come si aspettava.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ti ho conosciuto di persona, ma sei entrata nel mio cuore; perchè in quei giorni ero ospite, con mio marito e i miei 2 figli a casa tua, da tua madre. Ti ho vista nelle foto, alle pareti. siamo andati via quel lunedì e tu sei arrivata. Ascoltiamo sempre i tg.<br />
La mente non ha voluto fermarsi all’ascolto della notizia, ha rifiutato i commenti. Dal 10 al 17 ho telefonato. Ma tua madre nn ha risposto. Mi sono preoccupata. Sabato 19 come di consueto seguiamo la trasmissione di Rai Uno. Riconosco quella persona che ho visto nelle foto da nonna A. Si presenta è Serenella. Parla di Paoletta, nomi a me cari perchè figlie di nonna A. Ha sempre parlato di voi con amore di mamma, che spesso è sbagliato. Ma è tanto e grande l’amore tra le due sorelle, distanti, ma ritrovato con una dipartita tragica, straziante, inaccettabile. Ma la Stella ha segnato il cammino. Paoletta vive in cielo cme in terra per Serenella.<br />
Alla cara nonnina, che l’amore di Serenella per la sorella possa dare rassegnazione di aver seminato ma di aver raccolto diversamente da come si aspettava.</p>
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		<title>Commenti su 5 - Dedicato a Paola di vito</title>
		<link>http://amicidipaola.wordpress.com/dedicato-a-paola/#comment-96</link>
		<dc:creator>vito</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Dec 2007 00:02:24 +0000</pubDate>
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		<description>Quest'anno sta per finire... fai parte di quest'isola. Guardando foto, video, materiale da te realizzato per Marettimo. sei sempre con noi. Ci accorgiamo solo adesso quanto hai dato per quest'isola.
Ti ricorderemo sempre.
Vito</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno sta per finire&#8230; fai parte di quest&#8217;isola. Guardando foto, video, materiale da te realizzato per Marettimo. sei sempre con noi. Ci accorgiamo solo adesso quanto hai dato per quest&#8217;isola.<br />
Ti ricorderemo sempre.<br />
Vito</p>
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